giovedì 20 dicembre 2007

Questo è Natale?

Nel paradiso degli animali l’anima dell’asinello chiese all’anima del bue: “Ti ricordi per caso quella notte, tanti anni fa, quando ci siamo trovati in una specie di capanna e là, nella mangiatoia…?”“Lasciami pensare… Ma sì - rispose il bue - nella mangiatoia, se ben ricordo, c’era un bambino appena nato”.“Bravo. E da allora sapresti immaginare quanti anni sono passati?”“Eh no, figurati! Con la memoria da bue che mi ritrovo”.“Più di duemila”.“Accipicchia”.“E a proposito, lo sai chi era quel bambino?”“Come faccio a saperlo? Era gente di passaggio, se non sbaglio. Certo, era un bellissimo bambino”.L’asinello sussurrò qualche cosa al bue.“Ma no! - fece costui - sul serio? Vorrai scherzare spero”.“La verità, lo giuro. Del resto io lo avevo capito subito…”“Io no - confessò il bue - si vede che tu sei più intelligente. A me, non aveva neppure sfiorato il sospetto. Benché, certo, a vedersi, era un bambino straordinario”.“Bene, da allora gli uomini ogni anno fanno grande festa per l’anniversario della nascita. Per loro è la giornata più bella. Tu li vedessi. È il tempo delle serenità, della dolcezza, del riposo dell’animo, della pace, delle gioie familiari, del volersi bene. Perfino i manigoldi diventano buoni come agnelli. Lo chiamano Natale. Anzi, mi viene un’idea, già che siamo in argomento, perché non andiamo a dare un’occhiata?”“Dove?”“Giù sulla terra, no!”“Ci sei già stato?!"“Ogni anno, o quasi, faccio una scappata. Ho un lasciapassare speciale. Te lo puoi fare anche tu. Dopo tutto, qualche piccola benemerenza possiamo vantarla, noi due”.“Per via di aver scaldato il bambino col fiato?”“Su, vieni, se non vuoi perdere il meglio. Oggi è la vigilia”.“E il lasciapassare per me?”“Ho un cugino all’ufficio passaporti”.Il lasciapassare fu concesso. Partirono. Lievi, lievi. Planarono sulla terra, adocchiarono un lume, vi puntarono sopra.Il lume era una grandissima città.Ed ecco il somarello e il bue aggirarsi per le vie del centro, trattandosi di spirito, automobili e tram gli passavano in mezzo senza danno, e a loro volta le due bestie passavano attraverso come se fossero fatti d’aria. Così potevano vedere bene tutto quanto.Era uno spettacolo impressionante, mille lumi, le vetrine, le ghirlande, gli abeti e lo sterminato ingorgo di automobili, e il vertiginoso formicolio della gente che andava e veniva, entrava ed usciva, tutti carichi di pacchetti, con un’espressione ansiosa e frenetica, come se fossero inseguiti.Il somarello sembrava divertito. Il bue si guardava intorno con spavento.“Senti amico: mi avevi detto che mi portavi a vedere il Natale. Ma devi esseri sbagliato. Qui stanno facendo al guerra”.“Ma non vedi come sono tutti contenti?”“Contenti? A me sembrano pazzi”.“Perché tu sei un provinciale, caro il mio bue. Tu non sei pratico degli uomini moderni, tutto qui. Per sentirsi felici, hanno bisogno di rovinarsi i nervi”.Per togliersi da quella confusione, il bue, valendosi della sua natura di spirito, fece una svolazzatine e si fermò a curiosare a una finestra del decimo piano. E l’asinello, gentilmente, dietro.Videro una stanza riccamente ammobiliata e nella stanza, seduta a un tavolo, una signora molto preoccupata.Alla sua sinistra, sul tavolo, un cumulo alto messo metro carte e cartoncini colorati, alla sua destra cartoncini bianchi. Con l’evidente assillo di non perdere un minuto, la signora, sveltissima, prendeva uno dei cartoncini colorati lo esaminava un istante poi consultava grossi volumi, subito scriveva su uno dei cartoncini bianchi, lo infilava in una busta, scriveva qualcosa sulla busta, chiudeva la busta quindi prendeva dal mucchio di destra un altro cartoncino e ricominciava la manovra. Quanto tempo ci vorrà per smaltirlo? La sciagurata ansimava.“La pagheranno bene, immagino, - fece il bue - per un lavoro simile”“Sei ingenuo, amico mio. Questa è una signora ricchissima e della migliore società”.“E allora perché si sta massacrando così?”“Non si massacra. Sta rispondendo ai biglietti di auguri”.“Auguri? E a che cosa servono?”“Niente. Zero. Ma chissà come, gli uomini ne hanno una mania”.Si affacciarono più in là, a un’altra finestra. Anche qui gente che, trafelata, scriveva biglietti su biglietti, la fronte imperlata di sudore. Dovunque le bestie guardassero, ecco uomini e donne fare pacchi, preparare buste, correre al telefono, spostarsi fulmineamente da una stanza all’altra portando pacchi, spaghi, nastri, carte, pendagli e intanto entravano giovani inservienti con la faccia devastata portando altri pacchi altre scatole, altri fiori, altri mucchi di auguri. E tutto era precipitazione, ansia, fastidio, confusione e una terribile fatica.Dappertutto lo stesso spettacolo.Andare e venire, comprare e impaccare, spedire e ricevere, imballare e sballare, chiamare e rispondere e tutti guardavano continuamente l’orologio, tutti correvano, tutti ansimavano con il terrore di non fare in tempo e qualcuno crollava boccheggiando.“Ma avevi detto - osservò il bue - che era la festa della serenità e della pace”.“Già - rispose l’asinello - una volta era così. Ma cosa vuoi, da qualche anno, sarà questione della società dei consumi… Li ha morsi una misteriosa tarantola. Ascoltali, ascoltali!”Il bue tese le orecchie. Per le strade, nei negozi , negli uffici, nelle fabbriche uomini e donne parlavano fitto fitto scambiandosi come automi delle monotone formule di buon Natale, auguri, auguri, altrettanto auguri a lei grazie. Un brusio che riempiva la città.“Ma ci credono? - chiese il bue - Lo dicono sul serio? Vogliono veramente tanto bene al prossimo?” L’asinello tacque. “E se ci ritirassimo un poco in disparte? - suggerì il bovino - Ho ormai la testa che è un pallone. Sei proprio sicuro che non sono usciti tutti matti?”“No, no. È semplicemente Natale”. “Ce n’è troppo, allora. Ti ricordi quella notte a Betlemme, la capanna, i pastori, quel bel bambino. Era freddo anche lì, eppure c’era una pace, una soddisfazione. Come era diverso!” “E quelle zampogne lontane che si sentivano appena appena”. “E sul tetto, ti ricordi, come un lieve svolazzamento. Chissà che uccelli erano”.“Uccelli? Testone che non sei altro. Angeli erano!”. “E la stella? Non ti ricordi che razza di stella, proprio sopra la capanna? Chissà che non ci sia ancora, le stelle hanno la vita lunga”. “Ho idea di no - disse l’asino - c’è poca aria di stelle, qui”.Alzarono il muso a guardare, e infatti non si vedeva niente, sulla città c’era un soffitto di caligine e di smog.

giovedì 6 dicembre 2007

Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa ¬ 1.135,00 al mese. Inoltre la mozione e stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali. STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al meseINDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE + TELEFONO CELLULARE gratis TESSERA DEL CINEMA gratis TESSERA TEATRO gratis TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis FRANCOBOLLI gratis VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis PISCINE E PALESTRE gratis FS gratis AEREO DI STATO gratis AMBASCIATE gratis CLINICHE gratis ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis ASSICURAZIONE MORTE gratis AUTO BLU CON AUTISTA gratisRISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000 ,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!) Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio) La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! Far circolare.......si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari............ queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani...... PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA

giovedì 29 novembre 2007

Bieco mercantilismo

Il fiorentino Alessio Sundas, un personaggio che riesce a farci vergognare di abitare nella REGIONE che ha esportato genio e cultura in tutto il mondo, ha "scritturato" Marco Ahmetovic, e si avvia a commercializzare (se già non lo sta facendo) occhiali, cinture e jeans griffati con un marchio, mi pare romjeans , creato ad hoc . E il bieco mercante ha commentato :"La mia - ha ribadito - è una scommessa. Quella di fare di un assassino una star. Non me ne vergogno, è il mio lavoro". E' mai possibile che nessun magistrato si senta in dovere di intervenire nei confronti del signor Sundas ? Non siamo forse davanti ad una fattispecie criminosa in tutto e per tutto riconducibile all' apologia di reato ? Perché il nobile concetto di libertà si è degradato e degenerato fino al punto di giustificare operazioni commerciali che meriterebbero di essere represse con ogni mezzo e senza preavviso ? Esiste un altro paese nel mondo civile dove un evento del genere sia anche solo astrattamente possibile ?

giovedì 22 novembre 2007

Aforismi per riflettere

E' il ben pensare che conduce al ben dire. Francesco De Sanctis
La fiducia nella bontà altrui è una notevole testimonianza della propria bontà. Michel de Montaigne
Credo nel Dio che ha creato gli uomini, non nel Dio che gli uomini hanno creato. Alphonse Karr
La pazienza è l'arte di sperare. Luc de Clapiers de Vauvenargues
Tutto ciò che ha valore nella società umana dipende dalle opportunità di progredire che vengono accordate ad ogni individuo. Albert Einstein
Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi. Marcel Proust
Non sempre quello che viene dopo è progresso. Alessandro Manzoni
Abbiamo la Terra non in eredità dai genitori, ma in affitto dai figli. Proverbio Indiano
Bisogna scegliere per moglie solo una donna che, se fosse un uomo, si sceglierebbe per amico. Joseph Joubert
Si dice che il denaro non è tutto nella vita. Si parla sicuramente del denaro degli altri. Sacha Guitry
Un uomo benevolo dovrebbe permettersi qualche difetto, per non far fare brutta figura ai propri amici. Benjamin Franklin
Non importa quanto vai piano, l'importante è che non ti fermi. Confucio
Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. Woody Allen
Eravamo una famiglia molto povera. Da piccoli mia madre cucinava sempre con il dado. Mangiavamo solo se usciva il sei. Fabrio Ferri
Certo, cameriere, questa spigola sarà pure arrivata oggi… ma quando è partita? Lucio Salis

venerdì 16 novembre 2007

Compito di Statistica

Finalmente!!!
Oggi, con non poche difficoltà, abbiamo fatto il compitino(che tanto "ino"non era) di statistica...
Non è stato così semplice come credevo...uffa!!!...speriamo comunque che sia andato benone.
Covarianza...tabelle...probabilità...sensibilità....NON NE POSSO PIU'!!!!
Sarà meglio staccare un pò...il mio cervello ha seriamente bisogno di riposare e di dimenticarsi della STATISTICA
ciao ciao

domenica 11 novembre 2007

Calcoli al cioccolato

P.S: è un test vecchio che io ho fatto l'anno scorso...se volete farlo fate finta di essere nel 2006 anzichè nel 2007...è divertente!!

LA TUA ETA’ CON UN PO’ DI MATEMATICA AL CIOCCOLATO


NON IMBROGLIARE E NON ANDARE DIRETTAMENTE ALLA FINE !
Questa cosa ti prenderà meno di un minuto.Fai i calcoli nel momento in cui leggi il testo ...Fai in modo di non leggere la fine sino a che non hai finito i calcoli !Non perderai il tuo tempo. E ti divertirai.

1. Quante volte alla settimana ti piace mangiare cioccolato ? (la cifra deve essere superiore a 0 e inferiore a 10)

2. Moltiplica questa cifra per 2 (perché ne derivi un numero pari)

3. Aggiungi 5

4. Moltiplica il risultato per 50 (aspetto che tu metta in marcia la calcolatrice)

5. Se hai già festeggiato il tuo compleanno nel 2006 aggiungi 1756. Se non lo hai ancora festeggiato aggiungi 1755.

6 Adesso togli l’anno della tua nascita (numero di quattro cifre).

Il risultato é un numero di tre cifre. La prima cifra è il numero di volte che ti piace mangiare del cioccolato per settimana. Le due cifre seguenti corrispondono a . . . LA TUA ETA !! (siiiiiii !!! La tua età !!!)

2006 E’ IL SOLO ANNO, FINO ALLA FINE DEI TEMPI, PER IL QUALE QUESTO CALCOLO FUNZIONA.

sabato 10 novembre 2007

Tratto dal Corriere della Sera

Stavo curiosando su Internet cercando un pò di materiale per approfondire il mio compitino, riguardante proprio la Storia di Internet...così mi sono imbattuta in questo articolo. Dato che mi è sembrato piuttosto interessante ve ne propongo la lettura:

TORINO - Mentre l'uomo sbarcava sulla Luna, il mondo si indignava per l'orrore della guerra del Vietnam e in Italia si preparava la strage di Piazza Fontana che inaugurò la strategia della tensione, lui inventava la Rete. Tutto in sordina, nessuno ne dava notizia. Era nata Internet, ma nessuno lo aveva capito. Nemmeno l’Att americana, una sorta di Telecom all'ennesima potenza. Ora invece che tutti parlano di era digitale, Leonard Kleinrock è visto come un visionario, un profeta.
LEZIONE SHOW A TORINO - Sarà l'aria della West coast dove vive, sarà che è un prof pensionato ma ancora impegnato a tempo pieno nella sua azienda di software e applicazione per la Rete (la Nomadics). Fatto sta che a vederlo così nessuno gli darebbe i suoi 71 anni. Occhi vispi, capelli brizzolati e fisico asciutto ed elegante in giacca e cravatta: così il principale padre di Internet si è presentato giovedì nell'aula magna del Politecnico di Torino per ricevere la laurea ad honorem. Motivazione (in gergo laudatio), letta da Carlo Naldi, preside di Ingegneria dell'Informazione e ideatore dell’iniziativa: «Ha sviluppato le teorie e i concetti che sono alla base del trasferimento dell'informazione tra calcolatori mediante pacchetti di dati. Ha in seguito guidato le sperimentazioni che portarono alla realizzazione di Arpanet - la prima rete a pacchetto - da cui è derivata Internet».
OVAZIONE PER IL «VECCHIO» PROF - A conferirgli il prestigioso riconoscimento è stato il rettore Francesco Profumo, dopo un'ora di lezione in cui il pioniere del digitale ha ripercorso la storia e disegnato il futuro di Internet. Nessuna pesantezza da vecchio cattedratico: Kleinrock ha camminato agile avanti e indietro sul palco, cliccando veloce sul suo aggeggio cambia slide. Alla fine è arrivata un'ovazione di tre minuti degna di una rockstar da parte di una platea appassionata dai racconti infarciti di aneddoti dell'inventore del Web. Riguardo al primo esperimento di connessione: «Sono andati bene i primi due tentativi, mentre il terzo è andato in crash». Sui computer usati per l’esperimento: «Erano meno potenti del software che ho al polso nell’orologio» ha commentato.
IL DIGITALE DI OGGI RACCONTATO 26 ANNI FA - Kleinrock ha mostrato l’annuncio fatto per l'occasione dall’università Ucla, la University of California di Los Angeles, dove faceva il ricercatore. Nel comunicato stampa del '69 veniva riportato un suo virgolettato dall'incredibile (e allora incompresa) portata profetica: «Siamo riusciti a fare dialogare due computer... Questo comporterà cinque cose: 1) nel futuro si potrà accedere alla rete da qualunque posto (everywhere); 2) si potrà essere sempre collegati (anytime); 3) si potrà collegarsi a Internet con molti apparecchi (any device); 4) ci si potrà collegare a qualunque ora (always on); 5) si potrà avere una moltitudine di accessi (many access)».
TRAGUARDO COLLETTIVO - Kleinrock non ha indugiato in personalismi, anzi. Ha fatto vedere le foto del team dell’epoca, una cinquantina di studiosi in tutto. Lui si è collocato tra i pionieri, poi ha indicato gli sviluppatori, fino ad arrivare a quelli che ha definito «i miliardari». E un riferimento a Bill Gates c'è stato, per quanto off records: «Non è una persona simpatica» ha detto Kleinrock a margine della sua lezione. Del resto la cultura che ha portato alla nascita di Internet poco centra con persone che hanno concentrato know how come il fondatore della Microsoft. La Rete è nata con lo spirito della condivisione, ha ricordato Kleinrock (simile a quella che anima i pinguini di Linux, che lui però non cita): alla fine degli Anni '60 quando i centri di ricerca chiedevano maggiori risultati, gli studiosi reclamavano pc più potenti. Non potendo aumentare la potenza dei calcolatori più di tanto, non restava che condividere il proprio sapere con altri. «Per questo la rete è nata nel mondo accademico» ha spiegato Kleinrock.
«NUOVA SFIDA: L'INTELLIGENZA IN RETE» - Dal passato al futuro. La sfida per i prossimi anni? Mettere l’intelligenza in Rete, con software in grado di riconoscere gli utenti e fornire loro quello di cui hanno bisogno. Poi semplificare l'accesso al web: dai diversi apparecchi si passerà a uno solo, presumibilmente il cellulare, prevede Kleinrock. Un concetto strettamente legato a un altro cardine del suo pensiero, il nomadismo: si potrà navigare ovunque, con una molteplicità di connessioni (dalla fibra ottica al wifi).
PRIMO SPAMMING NEL '94 - Quanto ai pericoli del Web, «le falle nella sicurezza si possono superare solo aumentando i controlli ma questo significa invadere la privacy delle persone. Occorre trovare un equilibrio tra le due esigenze» ha auspicato Kleinrock. E per mostrare quanto lo spamming sia una piaga antica, ha fatto vedere un'email di presentazione di uno studio di avvocati da lui ricevuta nel ’94: «Pare il primo esempio di spamming fatto al mondo» ha commentato.
Alessandra Muglia
28 ottobre 2005

Avrei voluto mettere anche le foto dell'articolo, ma ho avuto qualche problemino...cercherò comunque di rimediare...nel frattempo scusatemi...Ciao